Passeggiando con mio marito in via della ferrovia che costeggia la valle del torrente Miano, zona Parco del Conero, lungo il sentiero ci imbattiamo in una poiana, una delle specie di falco di maggiori dimensioni tra quelli che frequentano il nostro territorio, una specie protetta e per di più ci trovavamo all’interno di un parco regionale.
Era un giovane esemplare con una apertura alare di circo 70/80 cm., era accasciata nel fango e subito abbiamo capito che era ferito. Si vedeva il sangue ma non riuscivamo a capire di preciso che cosa avesse, forse una ala rotta? Ma nel nostro cuore un pensiero atroce, bruttissimo prendeva sempre più campo. SPARATO da un BRACCONIERE, senza pietà, senza cuore….già il cuore. Da quel momento inizia il calvario, per la bestiola agonizzante e per noi. Non immaginavamo a che triste realtà andavamo incontro. Incominciamo le telefonate alle associazioni che si occupano di bestiole, ma avevamo urgenza di un veterinario perché il falco perdeva parecchio sangue ma, trovavamo solo…il vuoto. Dall’altra parte del nostro cellulare voci che dicevano…”non raggiungibile”, o peggio non rispondeva nessuno, abbiamo passato due ore e mezzo rimbalzati da un numero telefonico ad un altro, la sfortuna era che fosse anche sabato pomeriggio. Poi attraverso la responsabile di una associazione per la tutela degli animali, ci viene dato il numero del Dirigente del Settore Ambiente della Regione Marche, Claudio Zabaglia, sensibile alle problematiche degli animali, a cui va il nostro ringraziamento, perché grazie a lui, abbiamo conosciuto un “ANGELO”, noi lo abbiamo chiamato così. E’ il Dr. Raffaello Gambi, consulente animali esotici e volatili da compagnia e veterinario ufficiale del Parco zoo di Falconara. Così dopo la nostra chiamata il dr. Gambi e’ venuto presso la nostra abitazione e si e’ preso cura della poiana. Purtroppo lo sparo aveva perforato il polmone. Gli ha praticato tutte le cure necessarie, ma subito ci ha detto che solo un miracolo lo avrebbe salvato. Più tardi abbiamo avuto un colloquio telefonico anche con il dr. Mirco Camilletti che ringraziamo per l’offerta di un possibile aiuto, ma la situazione era già senza speranza. Un ringraziamento anche alla guardia zoofila Diego Mancinelli che si è offerta di portare la bestiola ad un centro di recupero a Fabriano. Alla fine abbiamo adagiato la bestiola in una scatola con una luce diretta che avrebbe dovuto scaldarla……MA DOPO UN PO’, QUELLA LUCE PER LUI, SI E’ SPENTA PER SEMPRE. Lascio a voi le riflessioni ed i commenti, la cosa grave e’ che purtroppo le leggi che ci sono non vengono rispettate e che i bracconieri vengono a sparare ormai anche in città pur di avere i loro trofei, e ci sono magnifiche persone dei centri specializzati che non possono aiutare gli animali perché gli organi preposti gli hanno tagliato i fondi o peggio ancora hanno chiuso i centri. Grazie a chi continua ad uccidere gli animali, siete veramente delle grandi persone.
Marina Maiorani
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