Ambiente e turismo, un equilibrio naturale

Editoriale

Sono trascorsi 20 anni da quanto sono sceso dalla Valpolicella, per stabilirmi a Senigallia, passando per una significativa esperienza di vita nell’entroterra pesarese (Frontone). Ho sempre avuto la fortuna di vivere in posti in cui l’ambiente rappresenta un elemento fortemente caratterizzante della vita di chi vi abita e dove il patto di reciproco rispetto e di pacifica convivenza tra uomo e natura è tangibile nel corso delle stagioni. Questo editoriale è il biglietto da visita con il quale mi presento a voi cogliendo l’occasione per lanciare un messaggio di continuità rispetto a quanto fatto fino ad ora dal compianto Presidente D’alessio. In qualità di suo vice (nominato nel 2018 in rappresentanza delle principali associazioni agricole) ho ritenuto necessario e utile rendermi disponibile per continuare il pregevole lavoro portato avanti da lui e dall’intero consiglio del Parco. L’esperienza maturata negli ultimi 20 anni con particolare riferimento all’associazionismo forestale prima e alla gestione dei fondi strutturali europei, mi consente di capire che il Parco del Conero rappresenta certamente un significativo esempio di gestione del patrimonio ambientale. La continua ricerca di offrire un servizio quanto più rispettoso dell’ambiente ma nello stesso tempo di rispondere alle necessità di un turismo sempre più diversificato, sono di fatto le attività che ogni giorno siamo chiamati a svolgere per gestire un Parco che ricade in un territorio fortemente antropizzato e che, per tale caratteristica, necessità di una grande capacità di equilibrare i rapporti tra le diverse anime che gravitano negli oltre 6000 ettari dell’area naturale. Non mi posso esimere dal considerare l’esperienza che sto sviluppando nel Parco anche dal punto di vista agricolo e forestale. Ciò mi spinge a ritenere strategiche tutte quelle sinergie attivabili come filiere corte, mercati agricoli locali e diversificazione (regolamentata) delle attività turistiche. Queste possono rappresentare un obiettivo che certamente potrà consolidare il ruolo strategico del nostro Parco. Anche nella convinzione che questo periodo di lockdown porterà ad una nuova consapevolezza e rispetto della risorse ambientali sia da chi tali risorse le gestisce ma anche da chi ne trae beneficio. Nel breve periodo che ci separerà dal rinnovo del consiglio del Parco, ce la metterò tutta nel perseguire quanto sopra indicato mantenendo ben chiare le idee che hanno caratterizzato la Presidenza di D’Alessio.