Stacchiotti: la tempesta, la semina e il futuro, bilancio di fine mandato

A rileggere questi ultimi cinque anni per il parco del Conero si avverte soprattutto un quadro di crescenti difficoltà legate a risorse economiche sempre più incerte e ridotte. Anche la riduzione numerica del Direttivo da  8 a 5 amministratori, con prestazione collaborativa gratuita, ha portato elementi di criticità negli equilibri di rappresentanza degli Enti locali e di oggettivo indebolimento; l’ampiezza del confronto e quindi delle potenzialità operative si è ridotto di conseguenza. Tuttavia ciò non ha impedito la realizzazione di piani gestionali anche ambiziosi che hanno portato al raggiungimento di importanti obiettivi  dimostrando una vitalità stimolante e matura per affrontare nuove sfide con creatività e coraggio. La presenza di un Ente ha garantito la continuità gestionale in questo mandato 2012-2017 senza interferenze dalle consultazioni amministrative – che hanno riguardato tutti i Comuni del parco – e dal cambio al vertice regionale; stabilità che, tra l’altro, ha visto la sostituzione nel Direttivo del dimissionario Marco Graciotti  con la nomina nel settembre 2013 di  Fabia Buglioni in rappresentanza degli Enti locali.

Sul piano normativo si segnala l’approvazione del nuovo regolamento, strumento complementare del piano del parco, che ha recepito una visione aggiornata sulle normative ambientali, fornito chiarezza sulle modalità operative ed introdotto quelle semplificazioni opportune per facilitarne l’applicazione.

Altrettanto importante l’approvazione dei piani di gestione dei siti Natura2000 che costituiscono una vera svolta culturale nel rafforzare il valore della tutela comunitaria, aprendo le porte ai relativi finanziamenti  e ad una nuova metodologia di gestione territoriale per la tutela di habitat e specie tutelate. Un sondaggio sulle spiagge di S. Michele-Sassi Neri e su Mezzavalle è stato il primo approccio sulla ricerca dei limiti di fruizione, quella capacità di carico che si traduce nel necessario equilibrio tra disponibilità di spazi idonei per la fruizione e mantenimento degli habitat per l’ambiente. E’ un percorso da costruire insieme e già la collocazione di pannelli informativi è un primo passo di questa promettente sinergia con i Comuni e gli operatori economici.

Nel 2014 abbiamo collaborato al progetto europeo Guardian of the Sea, in rete con altre aree protette marine e costiere ed università per la riconversione di un peschereccio di S. Benedetto del Tronto verso un nuovo futuro di attenzione alle problematiche del mare basato sulla ricerca e su pesca turismo a bordo. Il battello  ECOsee è stato in visita alle nostre coste per mostrare i risultati di questa collaborazione.

L’azzeramento delle risorse da destinare agli investimenti, deciso dalla regione Marche nel 2014, rende sempre più difficile accedere ai bandi europei che invece rappresentano uno straordinario bacino di opportunità culturali, progettuali ed economiche. 

Sempre a livello europeo, va ricordata l’assegnazione della Carta Europea del Turismo Sostenibile – CETS assegnata al Conero e agli altri parchi marchigiani dopo un partecipato iter per la definizione di un piano di interventi orientati al futuro del nostro turismo: era il 6 novembre 2013.

Il turismo si conferma tra le priorità di governo di questo territorio grazie anche all’ottimo lavoro di promozione dell’associazione Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, di cui l’Ente parco è socio fondatore.

Nel febbraio 2016 alla BIT di Milano arriva un nuovo importante riconoscimento: si tratta dell’ Oscar dell’ecoturismo  con cui Legambiente premia Enti e privati (4 parchi nazionali, 4 parchi regionali, 1 area marina protetta e a 26 strutture ricettive affiliate all’etichetta Legambiente Turismo) che si sono particolarmente distinti su parametri di ambiente, sostenibilità, sport come stile di vita, benessere, innovazione tecnologica, diving e cicloturismo.

Riconoscimento ulteriore – accanto alle ormai “storiche” bandiere blu della FEE  e vele Legambiente – è giunta la recente Spiga Verde di Numana, insieme a ripetuti apprezzamenti nelle fotografie del parco all’annuale selezione “Obiettivo terra” promossa dalla fondazione UniVerde (2013 e 2017).

Abbiamo raccolto nuove sfide come la REM Conero ed il contratto di fiume, occasioni preziose di confronto nell’auspicata dimensione di area vasta dove le priorità vanno ben oltre il territorio del parco; segnali che l’area contigua non c’è ancora ma la consapevolezza di sinergia offre già buoni frutti.

Nuove opportunità sono sorte anche per collaborare concretamente alla vita del parco: progetti innovativi come “adotta un sentiero”, le guide del parco e amici del parco hanno riscosso un’ottima risposta. Buone pratiche che rappresentano ancora semi da aiutare a crescere e consolidare. La risposta e il desiderio di “fare qualcosa” insieme per il nostro territorio confortano e dimostrano che il consenso al parco è qualificato e diffuso.

Con la cooperativa sociale IRS-Aurora di Massignano il territorio del parco è stato prescelto per progetti di ergoterapia con realizzazione di lavori lungo i corsi d’acqua e nel verde che fanno bene alla salute e all’ambiente.

Il progetto di filiera corta “Terre del Conero” è diventato una realtà prestigiosa, dopo un avvio assai tormentato per la complessità normativa di riferimento e lo “scotto” di costituire la prima esperienza di questo tipo nelle Marche.

Buoni risultati sono stati raccolti nella gestione faunistica con una consistenza dei cinghiali fortemente ridimensionata dai picchi di oltre 600 esemplari del 2009 alle attuali presenze inferiori ai 200 cinghiali. Dal dicembre 2012 è attivo il prelievo da trappolamento con risultati numerici decisamente  inferiori rispetto alla selezione ma i benefici a favore del mondo agricolo in termini di risposte alle criticità sono assolutamente sostanziali, come lo è la diffusione di reti elettrificate nella tutela delle coltivazioni – soprattutto i pregiati vigneti – che si pone come azione d’importanza strategica su cui il parco continua ad intervenire con specifici finanziamenti a sostegno.

Abbiamo realizzato il censimento degli alberi monumentali, collaborato con l’ASSAM nella conservazione del patrimonio genetico dei nostri alberi da frutto, favorito la partecipazione degli agricoltori al bando PSR per un’ulteriore diffusione del biologico nel parco.

Attraverso azioni e collaborazioni abbiamo lavorato per una crescita di sensibilità alle tematiche ambientali grazie a progetti nazionali come “Puliamo il mondo”, “Spiagge e fondali puliti”, “Premio nazionale libro per l’ambiente” con Legambiente. La mobilità dolce – lanciata nel 2012 - è ormai un appuntamento annuale per riflettere su nuovi modelli di fruizione e sviluppo; da segnalare anche l’evento su “efficienza energetica nelle strutture ricettive” organizzato con la Camera di Commercio di Ancona per fornire agli imprenditori un pratico approfondimento dalla diagnosi energetica alle opportunità finanziarie regionali e nazionali.

Il parco è uno straordinario laboratorio per una nuova cultura che fa bene alla natura e all’uomo. A ricordare questi valori irrinunciabili, rispetto alle pressioni egoistiche e agli sfruttamenti di rapina sul territorio, abbiamo ricevuto una lezione preziosa da papa Francesco: la sua enciclica “Laudato sì” del maggio 2015 è una riflessione e al tempo stesso un progetto complessivo di come aver cura della nostra casa comune. Merita la più ampia condivisione.

Sul piano delle scelte politiche ci siamo schierati a favore del nostro mare contro le trivellazioni in Adriatico e il rigassificatore al largo del Conero; abbiamo anche  condiviso la campagna di sostegno contro il consumo di suolo e seguito con interesse il dibattito sull’area marina protetta che ora è in una insolita posizione di stallo, ostaggio di una politica incapace di decidere.

Ci piace ricordare il consolidamento di alcuni valori – tradotti nel concreto di gesti e iniziative - che rendono la presenza del parco occasione di straordinaria positività: la collaborazione sempre più allargata e la solidarietà. Abbiamo incrociato sinergie davvero speciali e realizzato eventi importanti con la ProLoco di Sirolo, l’Archivio di Stato delle Marche, l’AFNI, l’UNITRE di Sirolo e Numana, la FANPIA.  Un parco aperto a tutti si è tradotto in una semina di idee progettuali quali le guide del parco, gli amici del parco, adotta un sentiero che contribuiscono ad avvicinare la comunità al parco favorendo un coinvolgimento attivo e la condivisione di obiettivi ed interventi gestionali.

Abbiamo rafforzato la comunicazione attraverso un’informazione costante e tempestiva per far conoscere sempre meglio l’attività del parco e le sue finalità, ma anche come vetrina per le nostre strategie e – con un attiva presenza sui social - occasione di confronto sulle problematiche: trasparenza e dialogo verso un parco aperto a tutti. Un soggetto virtuoso vicino alla comunità! Alla cultura abbiamo dedicato energie e proposte: dall’apprezzata mostra sulla storia di Sirolo alla digitalizzazione dell’ampia raccolta del giornale cartaceo del parco (dal 1994 al 2012) ora consultabile dal nostro sito istituzionale. Su questo percorso ci sarà ancora molto da fare per sfruttare le nuove tecnologie al servizio di banche dati sempre più ricche di documenti, studi e pubblicazioni da porre gratuitamente in rete.

Sulla fruizione del territorio abbiamo investito molto, a cominciare dal moderno percorso espositivo del  Centro Visite inaugurato il 28 giugno 2013 che offre ai turisti una raffinata sintesi delle principali attrattive del territorio. E’ senza dubbio tra le strutture più belle d’Italia: ne siamo convinti e soprattutto lo confermano i visitatori.  A Portonovo nel 2017 è stato realizzato un progetto per l’utenza ampliata, finanziato dalla regione Marche, per favorire la mobilità e la fruizione anche nei casi di difficoltà motorie, visive od uditive; un segnale di attenzione concreta al delicato  tema della solidarietà. Un successo è stato anche il progetto “Direzione Parco” promosso da casa delle Culture e Pungitopo per la realizzazione di un percorso pedonale lungo il rio Miano attraverso una prima iniziativa di crownfounding; un attrezzato corridoio ecologico che oggi unisce il centro di Ancona con il parco del Conero.

Non tutto è stato risolto rispetto ad una fruizione che per la crescente diffusione richiede sempre più il rispetto delle regole e comportamenti responsabili. Penso in particolare a tematiche ricorrenti che seppure affrontate in questi anni nella gestione quotidiana permangono su condizioni di insopportabile criticità: il volo dei deltaplano dei parapirati, le scorribande fuorilegge dei ciclisti (downhill incluso),  le gare di velocità delle moto sulla provinciale, il vandalismo, le violenze verbali dei privati.  

Ci rafforza la sempre preziosa collaborazione del mondo del volontariato che nei tempi di difficoltà economica brillano per dedizione e impegno: ricordiamo gli amici della VAB,  le associazioni ambientaliste, le guardie volontarie.

La vicinanza delle forze dell’ordine ed in particolare l’interesse dei Carabinieri/Forestali ci rende orgogliosi e grati per l’insostituibile controllo del territorio; la locale  stazione Conero è espressione di una presenza sempre più strategica, un vero laboratorio di competenze e collaborazioni in favore dell’ambiente e della sicurezza nel territorio.

Per questo, abbiamo festeggiato con la dovuta enfasi i primi trent’anni del parco del Conero. Siamo convinti che il Conero non solo rappresenti il riferimento storico di un’esperienza unica che ha aperto la strada alla nascita del sistema delle aree protette delle Marche ma che – proprio per le contraddizioni e le problematiche presenti – offra sempre nuove opportunità di verifica alle strategie di conservazione, promozione e valorizzazione delle risorse territoriali.

Il 23 aprile 2017 – ricordando la data di nascita del primo parco delle Marche - è stata inaugurata la BiblioConero, un centro di documentazione sul Conero e l’ambiente che vuole favorire la conoscenza di un territorio che rappresenta uno straordinario scrigno di ricchezze naturali, storiche, artistiche. Scommettiamo – e non si potrebbe fare diversamente – sulla cultura perché questa conoscenza diventi sempre più elemento di aggregazione sociale, fonte di responsabilità per la comunità locale, valore riconosciuto e riconoscibile per tutti, volano di attrattiva turistica e opportunità di economia sostenibile.

La raccolta completa della rivista Parchi della Federparchi costituisce una banca dati storica delle vicende della protezione ambientale nel nostro Paese, scritta dai protagonisti di questa avventura che ha condotto il nostro Paese a dotarsi di una rete di parchi di straordinario valore.

A luglio 2017 abbiamo vissuto il grande evento “Il Conero nel Cuore delle Marche. Tra sguardi nascosti…La magia di esserci…” che ha rappresentato una serata di straordinarie emozioni per centinaia di persone colpite dalla bellezza degli astri in diretta, della fotografia di Bolognini e delle musiche: la natura che torna ambasciatrice della bellezza e della vita. Un’occasione significativa per fermarci davanti allo stupore di ciò che ci circonda e ripensare al giusto posto dell’uomo: “viviamo il nostro attimo nell’eternità dell’universo!”

Tutto questo è stato possibile perché accanto all’Ente parco e insieme ad esso c’è stato il lavoro ed il sostegno di infiniti collaboratori istituzionali, associazioni, appassionati e studiosi che ci hanno dato una mano.

Sul piano economico il sostegno principale è sempre venuto dalla regione Marche che pure non nasconde difficoltà crescenti in questo ruolo e fatica in modo evidente a considerare “investimenti” i fondi assegnati all’intero sistema della natura protetta. La politica dei tagli richiede certamente una diversa consapevolezza del ruolo della natura protetta e dei benefici ad essa collegati in quel 10% di territorio marchigiano nei diversi ambiti: turismo, agricoltura, cultura, tempo libero, servizi ecosistemici, qualità della vita. 

Un ringraziamento ai Comuni del parco e alla provincia di Ancona che – attraverso i loro rappresentanti e nella costante interlocuzione – si sono adoperati nella ricerca di obiettivi e strategie comuni, nel necessario rispetto delle diverse identità istituzionali. Si tratta di situazioni di equilibrio necessarie e delicate che si costruiscono con l’apporto di tutti, con sensibilità e coraggio.. 

Lavorare per il parco è stata una grande sfida anche per il Direttivo dell’Ente: ringrazio i colleghi per  le scelte non sempre facili, i contributi forniti, la volontà di sentirci squadra e la gratuità di questa preziosa partecipazione. 

Una nota speciale al personale dell’Ente che non mi stancherò mai di ribadire quanto sia determinante per la vita stessa del parco grazie a professionalità, impegno, motivazione, passione e disponibilità; una squadra speciale che il direttore Marco Zannini riesce a stimolare ed organizzare con efficacia. Ogni giorno sono loro a dare volto, idee, voci, contenuti e continuità al parco stesso. Una missione difficile in un territorio complesso e con obiettivi sfidanti, talvolta vissuta tra incomprensioni e pregiudizi.

Con le dimissioni di Giacchetti – che ha guidato l’Ente per una decina d’anni con straordinaria capacità ed equilibrio – ho avuto il privilegio di guidare il parco per quest’ultima parte: un’ esperienza vissuta intensamente che, accanto alle responsabilità, mi ha offerto stimolanti opportunità di conoscenza, confronto e dialogo. Nove mesi in cui, oltre a completare il programma del predecessore, c’è stata una nuova stagione di semina i cui frutti potranno essere acquisiti dagli amministratori che verranno. Penso in modo particolare al riconoscimento del geoparco che, in una prospettiva temporale adeguata, nel prossimo lustro potrà certamente rappresentare per questo territorio la meritata occasione di rilancio a livello mondiale come patrimonio UNESCO.

 Insomma, cinque anni di tempesta affrontati insieme che non ci hanno impedito di continuare il nostro viaggio mantenendo la giusta rotta e questo ci fa guardare a questo recente passato con legittimo orgoglio. Se è vero che le difficoltà temprano, il parco oggi è sicuramente più forte.

“I presidenti e gli amministratori passano” ama ricordare l’amico Giacchetti. Che cosa resta di questi cinque anni? Qualche pagina di storia vissuta e scritta insieme, accanto a semi di buone pratiche che siamo riusciti a far crescere.. Resta soprattutto la passione straordinaria che abbiamo per il Conero e il suo parco, consapevoli della bellezza di questo territorio e della sua comunità. E questo è un valore che ci accomuna e che non si spegne nemmeno alla fine di un mandato così importante.

Gilberto Stacchiotti