Il Conero, un parco sempreverde con un ambientalista alla guida

Un ambientalista alla guida di un parco non è una situazione diffusa nel nostro Paese, vuoi per il protagonismo della politica, la diffidenza verso approcci ritenuti settoriali o – al contrario – la ritrosia di un certo associazionismo “puro”. L'inizio del nuovo anno consegna alla storia del Conero questa novità, quale esperienza di fiducia e responsabilità ma anche evidente scommessa in una fase transitoria che con la scadenza dell'attuale mandato porterà al rinnovo del Direttivo da parte della Regione Marche in base alle future indicazioni di Enti e associazioni.  “I presidenti e gli amministratori passano, mentre il parco e il personale restano!” Mi piace partire da  questa riflessione tante volte proposta da Giacchetti nella sua decennale esperienza di presidente del parco del Conero mentre oggi mi trovo alla guida dell’Ente in un coinvolgimento in prima linea che arriva dopo una fruttuosa esperienza amministrativa. Così, senza nulla togliere all'importanza del nuovo ruolo, per me la priorità dell'attività gestionale resta  una squadra che anche in tempi recenti ha dimostrato una straordinaria forza e compattezza, accanto a professionalità fuori discussione. Migliorare l'organizzazione e favorire una crescente soddisfazione del personale significa coltivare semi che aiutino a far apprezzare il ruolo dell'Ente, accorciare le distanze con i diversi interlocutori e facilitare obiettivi comuni. Ci aspetta una stagione intensa dove misurare l'efficacia degli strumenti di pianificazione, diffondere la conoscenza del recente e moderno regolamento con le sue semplificazioni e soprattutto collaborare in modo costruttivo e trasparente con i Comuni che si apprestano ad adeguare i PRG al vigente piano del parco. Sfide complesse che l'Ente può affrontare grazie all'esperienza e professionalità acquisite in questi anni di impegno sul difficile e complesso equilibrio tra la conservazione della natura e la fruizione sostenibile delle attività economiche, culturali, sociali e sportive. Insomma, si prospettano occasioni preziose per mettere al centro le reali esigenze della collettività magari puntando alla riduzione del consumo di suolo che in fondo è la risorsa più limitata, quindi delicata, della nostra attività di gestione. E' evidente che un territorio che esprime straordinarie ricchezze  richiede visioni culturali e strategiche di ampio orizzonte su cui tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo, custodendo la bellezza che qui non è riferimento teorico ma uno straordinario bene comune.  C'è bisogno di costruire, di collaborare nel rispetto dei diversi ruoli e trovare occasioni sinergiche. Intanto, piacerebbe che il comando forestale Conero – che in questo inizio 2017 si trova accorpato all'Arma dei carabinieri - potesse restare in zona assicurando al territorio del parco quella indispensabile attività di controllo senza la quale anche le migliori scelte rischiano di non essere altrettanto efficaci. Senza dimenticare che l’anno appena incominciato viene a sottolinearci un traguardo importante perché esattamente 30 anni fa – il 23 aprile 1987 - la regione Marche approvava la legge istitutiva del parco del Conero. Una data per riflettere sulla storia di questa prima esperienza e naturalmente occasione per fare festa, riproponendo quella festa del parco che dal 2008 rappresenta una felice esperienza di condivisione. C’è da essere orgogliosi di quanti progetti sono stati già realizzati e sorpresi di quanta cultura ambientalista è passata da queste parti, nonostante difficoltà di ogni tipo. Adesso è il momento di dare un nuovo assetto ai servizi a disposizione dei fruitori del territorio, a cominciare dalla gestione del centro visite. E non sarà facile seppur cambiamento e sfide rappresentino una straordinaria occasione per trovare migliori energie, evitando sclerotismi di vario genere. Puntare ancora ad obiettivi sempre più importanti come il traguardo del geoparco, occasione perché la comunità mondiale riconosca lo straordinario valore del Conero a partire dalle sue ricchezze geologiche. Le idee ci sono, i fondi forse un po’ meno, tuttavia far conto su risorse economiche limitate ci deve responsabilizzare sulle priorità e sull'efficacia della spesa, certi che quanti ancora guardano con ostinata diffidenza al parco abbiano finalmente un evidente riscontro  di quanto assurde siano le accuse di sperperi di ogni tipo. Per sintetizzare questo mio sguardo all'anno appena cominciato voglio ribadire che ciò che conta davvero è la volontà di impegnarsi in questa sfida, consapevoli delle responsabilità che ci sono. Ritrovare lo stesso entusiasmo e la voglia di fare dei primi tempi è la dimostrazione migliore di quanto Il parco sia una scelta preziosa e sempreverde. E il modo migliore per guardare al futuro con il giusto ottimismo!

Gilberto Stacchiotti