Giallo al Conero, arriva Montalbano!

Non voglio scomodare uno scrittore famoso come Camilleri ma comincio a credere che anche dalle nostre parti potrebbe ambientare un’intrigante avventura del suo illustre personaggio, trovando degna ispirazione dalla nostra attualità visto che, ormai prossimi alla scadenza del mandato attuale, la nomina del futuro Direttivo al parco del Conero si tinge sempre più di giallo. Nebbie impenetrabili avvolgono palazzo Raffaello con qualche evidente imbarazzo e questo silenzio non sembra preludere a nulla di buono. La logica e il buonsenso suggeriscono che la scelta dei nuovi amministratori avvenga secondo criteri importanti nella gestione dell’ente: si tratta cioè di affidare tale ruolo a candidati che, insieme alla disponibilità, abbiano capacità, competenze, esperienza e motivazione. E su questo percorso, tempi e soluzioni sarebbero abbastanza “ragionevoli”. 

Scenario completamente diverso se la questione delle nomine – soprattutto nel delicato ruolo di “arbitro” affidato al rappresentante della Regione Marche - diventasse occasione di un certo tipo di politica, poco comprensibile per i cittadini, dove ai suddetti criteri si preferirissero logiche di potere e quindi pregiudiziali e contrapposizioni di natura diversa. Non più parametri oggettivi ma schieramenti contrapposti in cui si scende in campo a sostegno dell’uno o dell’altro con valutazioni strumentali e finalizzate ai propri obiettivi. Un ipotetico scenario di questo tipo potrebbe costituire occasione per un bravo scrittore di costruire un romanzo, elaborando con fantasia materiale utile alla suspense del racconto. La sua sottile descrizione dei comportamenti umani potrebbe così dare un volto ai protagonisti di queste ipotetiche logiche di potere che si guarderebbero bene dall’agire in trasparenza intenti invece a ravvivare aspri dissidi con personaggi di tutti i tipi. E inserire la consueta trama per cui a tirare le fila con energica determinazione ci sarebbe una persona influente che per ora nell’ombra pensa al suo prossimo mandato accanto a cortigiani ossequiosi, opportunisti e naturalmente a chi dovendo far rispettare le regole fatica non poco; insomma personaggi di tutti i tipi, espressioni della diversa umanità al potere. Il tutto magari reso ancor più intrigante con qualche missiva pungente oppure colpi di scena imprevedibili per alimentare sospetti e screditare l’avversario di turno mentre la lotta diventa persino fratricida e il campo di battaglia si allarga ben oltre il limite del sopportabile. 

Questa è fantasia. E anche se fosse vero, non ci sarebbe nessun reato nel sostenere con convinzione le proprie idee e le proprie scelte politiche; magari qualche perplessità in fatto di etica e di correttezza istituzionale resterebbero ma anche qui sarà bene stare attenti ad esprimersi in modo controllato per non suscitare reazioni e rischiare denunce considerando quanti avvocati siano ormai attivi in politica.

Speriamo piuttosto che superata la fase del toto-candidato, la Regione provveda nei termini alla nomina dei prossimi amministratori del Conero dimostrando così nei fatti l’inesistenza di questa querelle di tiri mancini e cancellando definitivamente la morbosa curiosità di scoprire il volto del solito mister X. Quello che è certo però è che sulle nuove nomine al Parco la Regione fatica a trovare il bandolo di questa intricata matassa e vuoi vedere che davvero tra tanti litiganti ”segreti”, non volendo far torto ad alcuno, la spunti un commissario; in questo caso fantasia e realtà potrebbero trovare un comune epilogo. Se questo sarà, certo l’incaricato non avrà un compito facile e per questo mi viene in mente Montalbano che ha fiuto, capacità e risolve sempre i casi ponendosi dalla parte della legge e della collettività. Oltretutto non sarebbe nemmeno la prima volta che il Conero acquisti fama per indagini famose: c’è già stato un altro straordinario investigatore le cui le cui avventure in questo caso sono state raccontate da Joyce Lussu nel volumetto “Sherlock Holmes sul Conero. Anarchici e siluri.

E la vittima di questo poliziesco di Camilleri? E’ l’Ente parco del Conero, ovviamente, che gli eventuali cospiratori vorrebbero morto! E anche questo con i tempi che corrono è tutt'altro che assurdo perché la mancanza di fondi rende sempre più prossima un’agonia annunciata. Si tratterebbe senza dubbio di omicidio a scopo di rapina. Ormai tutti sanno che il Conero è un territorio di straordinarie ricchezze e depredarlo dei suoi tesori sarebbe senza dubbio più agevole senza quel custode attento, che esiste proprio per proteggerlo a  beneficio di tutti. Siamo a ottobre e ancora mamma Regione non ha trovato il modo di trasferire un euro. Stavolta lo dico sottovoce, però. Sono nove mesi di silenzio e non voglio davvero svegliare nessuno. Un caso difficile anche per Montalbano. Dopo dieci mesi di attesa, le indagini  sono per ora senza esito, diciamo così.  Resta una denuncia di smarrimento (non si sa come sbloccare questi fondi) e la speranza che anche su questa singolare vicenda si arrivi a un lieto fine. D’altra parte non si può nemmeno parlare di restituzione del “maltolto” visto che di quei fondi messi a bilancio sul finire del 2016 ad oggi non è stato mai dato nulla; quindi non è stato nemmeno tolto nulla. La distanza tra la Regione e il parco evidentemente non è soltanto in quella ventina di chilometri che congiunge via Tiziano con la sede del parco a Sirolo.

Gilberto Stacchiotti