Dalle parole ai fatti: è l'ora della collaborazione per il futuro del Parco del Conero

La via della collaborazione si può scegliere per convinzione, quale scelta culturale che privilegi il confronto, il dialogo, la condivisione di strategie. Oppure imboccarla per necessità, considerando le difficoltà di bilancio e di conseguenza il bisogno di risparmiare ed aiutarsi mettendo in comune quel poco che si riesce a reperire. Non è una strada facile nella patria dei campanilismi, della burocrazia, dello scaricare su altri le proprie responsabilità e i problemi ma è una scelta che dà i frutti migliori. E questo vale anche per il parco del Conero! Un processo di condivisione si basa sulla trasparenza e su obiettivi comuni. Alla soglia dei suoi 30 anni e nel mezzo di una crisi economica che sta asfissiando la voce “investimenti”, in questa difficile maturità dell’esperienza gestionale non c’è dubbio che bisogna sempre più fare rete. Intanto tra le aree protette di un sistema che nelle Marche presenta una diversità organizzativa e territoriale che – in assenza di una effettiva dimensione d’insieme – rischia di tradursi in debolezza operativa, politica e funzionale. Fare squadra è un’esigenza forte in questo momento in cui nei parchi nazionali – Sibillini e Gran Sasso-Laga – si manifesta questa infinita emergenza sismica a cui prima di tutto occorre rispondere con generosità, solidarietà, altruismo. E’ un’occasione concreta per tradurre in fatti il bisogno di stare “insieme” tra realtà diverse: parchi e riserve, aree regionali e nazionali, natura protetta della costa e dell’Appennino, siti Natura2000 e aree protette. E’ una sintesi di cui Federparchi Marche può rendersi protagonista, aiutando la stessa Regione Marche a recuperare una strategia che dal capitale natura aiuti a guardare al futuro con “ottimismo territoriale” perché la ricostruzione non è solo urbanistica ma va proiettata nella sua dimensione integrale che consideri e valorizzi cioè le diverse valenze sociale, culturale ed ambientale dei territori. Anche al Conero la scuola dell’integrazione è un rimedio prezioso. Per questo sono convinto che l’Ente Parco debba con decisione e senza ritardi confrontarsi con i Comuni, la Provincia e la stessa Regione Marche per favorire scelte condivise attraverso un dialogo che, nel rispetto delle diversità di competenze e di ruoli, favorisca una nuova primavera. C’è bisogno di lavorare insieme! Da questo punto di vista ritengo incoraggiante la disponibilità manifestata dai sindaci del Conero nel mio primo giro d’orizzonte, una presa d’atto di una sensibilità a cui ora vanno date forme e sostanza. Gli adeguamenti dei PRG al piano del parco, adempimento su cui tutte le amministrazioni comunali sono al lavoro, costituirà il primo banco di prova ma anche una straordinaria occasione per dare un assetto al territorio finalmente senza ombre e contraddizioni. E poi bisognerà mettere a punto una nuova strategia sul consumo del suolo, magari semplificando meccanismi farraginosi su cui il nuovo regolamento del parco pure ha già prodotto risultati importanti: un tavolo politico è già al lavoro per entrambi questi obiettivi. Ci sono le competenze, la voglia di far bene, l’attenzione alle esigenze della comunità locale ma tutto questo sarebbe una visione ottimistica e irrealizzabile senza un grande lavoro comune. Non è più tempo di contrapposizioni, polemiche, conflitti! Tutto ciò non serve in questa difficile fase storica e sono certo che anche i cittadini non comprenderebbero protagonismi inconcludenti. E sarebbe bello spendere un po’ di coraggio, recepire visioni avanzate, puntare ad obiettivi  capaci di futuro senza cedere alla mediocre comodità del mantenimento di breve periodo. Anche i risultati del sondaggio estivo 2016 indicano che i fruitori delle spiagge sirolesi considerano al primo posto la conservazione dei valori ambientali; una questione di maturità che può aiutare a fare scelte coraggiose. Insieme è la parola che racchiude questo approccio necessario, doveroso e vincente. Le sfide di questa stagione difficile meritano risposte coese anche da parte degli operatori turistici, protagonisti di un’economia fondamentale per le Marche e il Bel Paese. Non basta promuovere l’immagine se il sistema di ricettività non si presenta altrettanto compatto e maturo. Sarebbe già un bel segnale costruire un calendario unico di eventi per la stagione estiva senza sovrapposizioni di iniziative ma offrendo proposte in giornate diverse. Nulla di nuovo si dirà se non fosse che quel motto “l’unione fa la forza” ora è tempo di tradurlo in concreto esercizio quotidiano guardando al futuro.  Adesso ognuno è chiamato a fare la sua parte senza alibi e perdite di tempo. E su questa sfida il parco c’è!

Gilberto Stacchiotti